giovedì 28 luglio 2011

brindiamo

dove sono finiti gli alberi di pastafrolla che circondavano la mia pietosa testa? gomitoli di lana al posto dei capelli, leggeri venti ondeggiavano suonando la lira. enorme è il tempo passato a sbiancarsi i denti, è troppo tardi. chiedo pietà, ma la mia musa se n’è andata, è troppo tardi. silenziosa, la notte, fuggita insieme a quel bravo ed a una soffocante nuvola di oppio. che strazio il silenzio che inonda gli occhi: spine conficcate tre le dita e chiodi negli occhi.
brindiamo quest’ultima volta, amore mio. te ne prego.
sta avanzando in me un’ansia incontrollabile,
ormai neppure le pastiglie potranno aiutarmi.
colorate e lisce, un’altra manciata tra le labbra.
con bicchieri colmi di cianuro, amore mio. te ne prego.
e quando anche la carne si stancherà di me, logora mi stenderò sugli anelli di saturno,
aspettando che la pioggia sciolga le mie fragili ossa. 
ossa di vetro, le chiamavi.
ossa di carta stagnola.
stenditi, amore mio.
i mostri aleggiano dentro di me. li sento avanzare tombali,
lenti e affamati. la stanchezza si impadronisce di me,
l’orologio del mio cuore ticchetta troppo forte.
come una sorda campana la mattina,
mentre ci pettinavamo i cuori e le tue labbra sapevano di vino.
addio.

mercoledì 12 gennaio 2011

dov'è il mio cuore ?

nuovo anno, stessa merda. da una parte è proprio vero, ci distruggiamo ancora come un tempo e le lacrime sono così tante che potrebbero costruirci un acquedotto. claire non può uscire di casa e non può muoversi, i suoi reni chiedono aiuto e forse, almeno in parte, distraggono il cuore. tra libri per bambini e coriandoli invernali, si siede, aspettando forse che i suoi dipinti si finiscano da soli. non ha voglia di vivere. i colori stanno diventando grigio fumo, e i suoi pennelli, secchi. aridi come la sua anima senza più gioia, da quando lui è lontano. così lontano da non poterlo nemmeno sfiorare, così lontano da non sentire la sua calda voce e le sue mani intorno a lei. oh, libellule, migrate lontano, trasformatevi in vistose farfalle che ti incorniciano gli occhi. sei così bello che descriverlo sarebbe superfluo. claire ha voglia di vomitare. claire non sta bene, sa di aver sbagliato anche questa volta. troppi pensieri si siedono delicatamente uno sull'altro, ordine disordine mentale e coltelli appesi ai suoi gomiti. vedo amanti abbracciati, le loro piccole feste giornaliere, quella gioia da carnevale misto nausea misto elettricità. e pensare che era troppo piccola anche per volare.

non ci sarà mai la nostra festa, amore mio.

lunedì 10 gennaio 2011

vomitiamo stelle filanti.

claire ha paura. strizza gli occhi, abbassa lo sguardo e vola. sogna di volare via, rinchiusa nella sua scatola di tristezza e chiodi di garofano. e pensare che le sigarette non sono ancora finite. infiniti colpi contro il muro e dita spezzate, allacciamoci le vene a vicenda. stringimi ancora amore mio. intorno a noi nessuno, claire è stanca ma sorseggia vino rosso e ingurgita antidolorifici pensando che alla fine tutto quel male le passerà. peccato che le medicine non possano curare il suo dolore. le orecchie percepiscono suoni sconnessi, balene e gatti blu. le labbra si muovono, sussurrano dolci canzoni che nessuno può udire. il suo sole è così lontano che non riesce nemmeno ad accarezzarlo, la mia povera bambina. parlare in terza persona, dice, la aiuta a mettere in ordine le sue personalità. no, niente maschere, quelle le ha dimenticate al cinema diversi anni fa. nascondiamoci dietro ad alberi e scambiamoci gli organi. musicalità nelle tue parole, ingoia versi e baudelaire le fa da balia, cullandola tra assenzio e oppio. oh, mia musa dannata, ricordi ancora quegli occhi talmente luminosi da essere diventati cielo ? facciamo l'amore con il vuoto e con i sorrisi. claire sta annegando, e questa volta sta annegando davvero. le senti, le sue costole iniziano a spezzarsi, le tue gambe cedono sotto il pesante fardello della vita. in fondo è solo paura. quella paura che si sveglia con lei ogni mattina e la accompagna sotto le coperte ogni sera. quella paura che la distrugge, negli angoli. in casa, sotto il letto. sì, una volta l'ha trovata anche dentro ad un biscotto. biscotti, vomitando unicorni ama tagliarsi le ginocchia e sistemarle a suo piacere. sistemiamoci i cuori.
e anche questa volta, non ce l'ha fatta a farla scomparire.
la paura.